Pagine al vento…

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Una pagina dedicata ai migliori articoli che mi capita di leggere. Ve li voglio proporre, tutti tratti dalla rete, dai giornali, scritti da persone che ho l’onore di conoscere di persona o tramite le lunghe braccia del web.

16/01/2008

Dittature di carta.
Mai un termine ha descritto male la propria sostanza quanto ‘Mass media’. Ed
effettivamente, detto così, mass media suona come una cosa molto cool e al contempo
giusta, democratica. Un en plein di sensazioni sbagliate, opposte a quello che sono i
mass media.
Si tende a intendere ‘mass media’ come nome generico dei ‘media della massa’, la
televisione – in particolare. In realtà, i ‘mass media’ sono ‘media per la massa’. Non hanno
niente di democratico, nulla di nemmeno vagamente ‘giusto’ e – più importante – non
parlano a vantaggio delle masse, non parlano da un ipotetico punto di vista superiore
garantito dalla loro molteplicità, parlano allo scopo di indottrinare.
La massa è il prodotto che i mass media vendono ai pubblicitari, non i loro clienti.
Ci si riferisce spesso alla nostra come “Era dell’Informazione”, generalmente con
accezione positiva. In realtà, è segnale di un altro, più grave carattere del nostro periodo
storico. L’informazione è diventata l’unico vero strumento attraverso il quale esercitare il
potere. E chi ha la possibilità di esercitare una qualsiasi forma di potere sul prossimo,
tende a finire per abusarne. E il potere che i magnati dei media hanno in mano è senza
precedenti storici.
Poteri così enormi non possono che entrare in contrasto con la democrazia.
Storicamente, il più grande difetto della democrazia è intrinseco nella sua natura.
Essendo mossa dalla vox populi, chiunque sia in grado di condizionare la massa, è in
grado di rompere l’ingranaggio.
E vogliamo credere che gli uomini grigi dietro le televisioni davvero siano così benevoli nei
confronti del mondo?
Vogliamo davvero credere che mettano davanti ai loro interessi quelli degli altri?
Non dobbiamo intendere questa faccia dell’informazione come una mutazione recente,
da sempre l’informazione ha un peso enorme nell’influenzare l’opinione pubblica, sia
quando racconta avvenimenti reali che quando riporta fatti mai accaduti.
La minaccia alla democrazia inizia quando troppa informazione passa attraverso un solo
filtro, una sola persona. Potremmo chiamarla ‘dittatura dell’informazione’, e dittatura a
tutti gli effetti è, una forma subdola, invisibile e ancora più imprevedibile di quella vera e
propria.
A questo punto, sarebbe lecito chiedersi come può la democrazia rispondere alla
dittatura dell’informazione. Sarebbe lecito anche chiedersi come in uno Stato
democratico possa accadere una simile mostruosità.
Innanzitutto, per la democrazia è semplicemente impossibile rispondere alla minaccia di
un’informazione filtrata da una sola volontà. E per una democrazia è impossibile fermare
un processo come questo prima che abbia termine. E una volta che ha termine, è troppo
tardi.
Il problema si risolverebbe alla radice se la massa fosse abbastanza sveglia da non
lasciarsi affascinare da quattro paillettes messe in altrettanti punti strategici in un
telegiornale con colonna sonora drammatica. Questo è però un quadro idilliaco
assolutamente irrealizzabile.
Ma il mondo non è l’Arcadia.

Alessandro Massone

Per Contattarlo: alessandro.massone@gmail.com

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