Il paese del sorriso.

23 06 2009

Siamo il paese del sorriso; da noi, finita una competizione, vincono tutti, non perde nessuno. Un podio politi italiano o una fossa sono la stessa cosa: tutti allo stesso livello, tutti sul fondo.

Franceschini è fiero di sè: ha riconfermato la posizione di superiorità del PD a livello comunale, dice lui. “Grande segnale di ripresa”, scandisce fiero del suo operato. Bravo lui. Lega e Pdl sono contentissimi: hanno strappato in tutta Italia quelle che si credevano solide roccaforti del centrosinistra. Ma il Pd non si stava riprendendo? Sarà. Casini tra un po’ inizierà a tentare di camminare sull’acqua, tanto si sente l’uomo della provvidenza: “Il centro si è comportato benissimo, dimostrando tutto il suo peso”. Insomma, è saltato in qua e in là come una bandiera al vento, ma son cose che tutti sanno, che tutti dicono, e che nessuno però considera troppo. Eccellente.

Fossimo un popolo coerente, dovremmo eleggere Presidente della Repubblica Mike Buongiorno. Americano e abbronzato, un piccolo Obama d’importazione.

Allegria!

Isacco Lami





Fantascienza? Qua, sì.

28 02 2009

A volte certe cose non me le spiego.

Probabile che gli anni trascorsi all’estero mi abbiano salvato dal contagio, e ora veda le cose da un punto di vista esterno ed estraneo a questo bizzaro Paese, ma a volte non mi raccapezzo.

Ah, già, vi state chiedendo perchè son partito fuori in quarta così, senza preamboli; come forse avrete notato (o forse no, ma fa lo stesso) sono stato assente per un po’. Ho avuto un bel po’ di tempo per leggere a destra e a manca e ascoltare la radio. E mi son sentito in una barzelletta. Questo paese ha inserito la retromarcia e pesta a fondo sull’acceleratore.

Oltre oceano mi parlano di energia pulita, soluzioni per la crisi. Qua delle ronde padane. Come dire: loro vanno avanti; noi torniamo nel Far West. Se tutto va bene, tempo qualche anno, e vedremo “Milano; 1.300.000 anime, e un ottimo cimitero”.

Poi apro WIRED Italia (questo mese la prima uscita) e leggo di italiani che, dopo anni di fame, vanno all’estero, parlano delle stesse identiche cose e improvvisamente campano bene.

Per non parlare di politici che non sfigurerebbero al circo; e un comico genovese, che sembra l’unico a dire cose sensate ultimamente.

Ecco, forse ci voleva proprio un comico, per comprendere questo Paese da barzelleta.

Su Italiani, diamoci una mossa, che non siamo tutti dementi come ci proiettano nelle sale alla seconda visione di Italians.





Che schifo.

13 02 2009

In questi giorni si è visto tutto il letame, la peggior parte dell’Italia venire a galla.

Ero ben conscio del fatto che in giro, annidato e nascosto un po’ dappertutto, ve ne era parecchio; ma mai avrei immaginato che ve ne fosse tanto in circolazione. Mi riferisco alla tragica vicenda di Eluana (nome che non farò più, d’ora innanzi). Non è mia intenzione scendere nel merito della questione; è un compito che spetta ad altri, non certo a me.  E, soprattutto,  non ho intenzione di parlare di cose che non conosco, come invece hanno fatto in troppi.

Voglio invece dare un’occhiata a quanto è nato attorno alla vicenda, ovvero uno dei più gtrandi porcili che la Repubblica Italiana abbia mai visto. Abbiamo assistito allo sbandieramento pubblico di fatti privati, che già avevano avuto una sentenza da gente ben più informata di chiunque altro. Ma non è questa la cosa peggiore: ho assistito a due bande affrontarsi su battaglie ideologiche parlando di questa ragazza con argomenti di riflessione ben oltre i limiti del macabro. Giornalisti che ci hanno tartassato con indagini a chiunque avesse mai incontrato la povera vittima di tutto questo, politici che hanno detto di quelle atrocità che mi ripudia riportare qui.

E’ stata una guerra abominevole di ideologie senza eroi e senza gloria, senza scopo, conclusasi solo con la devastazione dell’onore di una famiglia, che già aveva dovuto affrontare traumi sufficienti.

Ma ormai questa faccenda si è conclusa, e srà perfettamente inutile continuare a rivangarci sopra, coem certamente giornali e televisioni faranno. Sarebbe invece ora di mettersi al lavoro, vedere come si sia potuti arrivare a questo scandalo, e fare in modo che non capiti più.

Quelli affrontati in questi giorni sono problemi recenti, nati con le macchine che permettono forme di vita assistita; e si è vista tutta la nostra arretratezza.

Sarebbe forse ora di rimettersi in pari. Ma temo sia chiedere troppo, ormai a questo paese.