Che schifo.

13 02 2009

In questi giorni si è visto tutto il letame, la peggior parte dell’Italia venire a galla.

Ero ben conscio del fatto che in giro, annidato e nascosto un po’ dappertutto, ve ne era parecchio; ma mai avrei immaginato che ve ne fosse tanto in circolazione. Mi riferisco alla tragica vicenda di Eluana (nome che non farò più, d’ora innanzi). Non è mia intenzione scendere nel merito della questione; è un compito che spetta ad altri, non certo a me.  E, soprattutto,  non ho intenzione di parlare di cose che non conosco, come invece hanno fatto in troppi.

Voglio invece dare un’occhiata a quanto è nato attorno alla vicenda, ovvero uno dei più gtrandi porcili che la Repubblica Italiana abbia mai visto. Abbiamo assistito allo sbandieramento pubblico di fatti privati, che già avevano avuto una sentenza da gente ben più informata di chiunque altro. Ma non è questa la cosa peggiore: ho assistito a due bande affrontarsi su battaglie ideologiche parlando di questa ragazza con argomenti di riflessione ben oltre i limiti del macabro. Giornalisti che ci hanno tartassato con indagini a chiunque avesse mai incontrato la povera vittima di tutto questo, politici che hanno detto di quelle atrocità che mi ripudia riportare qui.

E’ stata una guerra abominevole di ideologie senza eroi e senza gloria, senza scopo, conclusasi solo con la devastazione dell’onore di una famiglia, che già aveva dovuto affrontare traumi sufficienti.

Ma ormai questa faccenda si è conclusa, e srà perfettamente inutile continuare a rivangarci sopra, coem certamente giornali e televisioni faranno. Sarebbe invece ora di mettersi al lavoro, vedere come si sia potuti arrivare a questo scandalo, e fare in modo che non capiti più.

Quelli affrontati in questi giorni sono problemi recenti, nati con le macchine che permettono forme di vita assistita; e si è vista tutta la nostra arretratezza.

Sarebbe forse ora di rimettersi in pari. Ma temo sia chiedere troppo, ormai a questo paese.


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